Il 15 ottobre, presso l’Ospedale Ortopedico di Valdoltra, si è svolto un incontro dedicato al professor Gianfranco Fineschi, in occasione del trentesimo anniversario della donazione della sua collezione di rose alla struttura ospedaliera. Un appuntamento che ha unito memoria, cultura e passione per la natura, rinnovando il ricordo di una figura che ha lasciato un segno significativo nella storia e nel patrimonio verde dell’ospedale.
Nel 1997, il professor Fineschi, ortopedico di professione e grande appassionato di rose, donò a Valdoltra 62 varietà di rose arbustive, dando vita a una collezione che, nel corso degli anni, è diventata parte integrante del parco ospedaliero. Il roseto rappresenta ancora oggi una testimonianza concreta del rapporto di amicizia e collaborazione instaurato tra il professore e l’istituzione, ma anche un esempio di come la passione personale possa trasformarsi in un patrimonio condiviso, capace di attraversare il tempo e coinvolgere generazioni diverse.
L’iniziativa del 15 ottobre ha offerto l’occasione per riscoprire questa storia e valorizzare il significato della collezione, che va oltre il suo valore botanico. Le rose di Fineschi sono infatti parte della memoria di Valdoltra e contribuiscono ad arricchire gli spazi verdi dell’ospedale, offrendo a pazienti, personale e visitatori un ambiente in cui la natura accompagna la quotidianità della vita ospedaliera.
Il programma della giornata ha previsto una visita al roseto condotta dalla presidente dell’Associazione Društvo ljubiteljev vrtnic Slovenije Breda Bavdaž Čopi, durante la quale i partecipanti hanno potuto conoscere più da vicino la collezione e il suo percorso storico. Dopo i saluti da parte del direttore dell’Ospedale Ortopedico di Valdoltra, Vado Keranović e della vicepresidente della CAN Ancarano, Danijela Pirš, è seguito l’intervento del primario Venčeslav Pišot, il quale ha approfondito la collaborazione tra il professor Fineschi e l’ospedale, ricostruendo le vicende che hanno portato alla nascita del roseto e sottolineando l’importanza di conservarne e tramandarne il ricordo.
Il momento centrale dell’incontro è stata la presentazione del volume Il roseto Fineschi. Storia di una collezione unica, affidata a Nicoletta Campanella. Il libro ha offerto lo spunto per approfondire la storia della collezione e il valore di un patrimonio botanico che conserva la memoria del suo ideatore.
La celebrazione, magistralmente condotta in entrambe le lingue dalla prof.ssa Lucija Čok, ha rappresentato non soltanto un omaggio al professor Fineschi, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della cura e della conservazione del patrimonio naturale e culturale. Il roseto, nato da un gesto di generosità, continua infatti a raccontare una storia fatta di passione, relazioni e attenzione per la bellezza, dimostrando come un dono possa lasciare un segno duraturo in un luogo e nella comunità che lo custodisce.
L’incontro è stato organizzato congiuntamente dalla CAN di Ancarano, dalla Comunità degli Italiani «Santorio Santorio» di Capodistria, dal Društvo ljubiteljev vrtnic Slovenije (Associazione slovena degli amanti delle rose) e dall’Ospedale Ortopedico di Valdoltra. La collaborazione tra queste realtà ha permesso di dedicare uno spazio alla valorizzazione di una storia che unisce il mondo della medicina, la cultura del verde e la memoria del territorio.
Foto: CAN Ancarano












